Nuova Sabatini il contributo per macchinari e beni strumentali

Operaia con casco giallo, occhiali protettivi e gilet ad alta visibilità al lavoro su un macchinario in un reparto produttivo.

Un nuovo macchinario, un impianto più efficiente, un gestionale che finalmente fa parlare tra loro magazzino e fatturazione. Sono investimenti che fanno crescere un’impresa, ma che spesso restano nel cassetto per una ragione semplice: costano, e il finanziamento che serve per realizzarli ha un prezzo.

È qui che entra in gioco la Nuova Sabatini, una delle agevolazioni del MIMIT, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Se ne parla molto, ma non sempre in modo chiaro. Proviamo a fare ordine.

Cos’è, in poche parole

La Nuova Sabatini è un contributo statale che abbatte il costo del finanziamento che chiedi per acquistare beni strumentali. Non è un prestito del Ministero e non è un tasso più basso applicato dalla banca. Tu ottieni il finanziamento (o il leasing) da una banca o da un intermediario convenzionato, e lo Stato ti riconosce un contributo che copre di fatto una buona parte degli interessi.

Ne parliamo perché crediamo sia importante che ogni impresa conosca gli strumenti a sua disposizione per crescere. E questo, per chi deve investire, è uno dei più semplici e collaudati.

A chi si rivolge

Possono accedere le micro, piccole e medie imprese di quasi tutti i settori, agricoltura e pesca comprese. Restano escluse le attività finanziarie e assicurative.

Servono alcuni requisiti di base: essere iscritti al Registro delle imprese, avere sede in Italia, non essere in liquidazione o in difficoltà. Niente di più complicato di quanto ti viene già chiesto per qualsiasi richiesta di credito.

Cosa copre

Il contributo riguarda l’acquisto, anche in leasing, di beni strumentali nuovi di fabbrica destinati all’attività produttiva:

  • Macchinari e impianti
  • Attrezzature
  • Hardware
  • Software e tecnologie digitali

Non rientrano invece terreni, fabbricati, beni usati o spese di gestione corrente.

Quanto vale davvero

Il contributo viene calcolato come se avessi preso un finanziamento di 5 anni a un tasso convenzionale pari al:

  • 2,75% per i beni ordinari;
  • 3,575% per gli investimenti 4.0 e green, cioè tecnologie digitali avanzate o beni a basso impatto ambientale.

Tradotto in numeri, significa ricevere circa il 7,7% del valore dell’investimento per i beni ordinari e circa il 10% per quelli 4.0 e green. Su un macchinario da 100.000 euro, parliamo di quasi 8.000 euro nel primo caso e di oltre 10.000 nel secondo.

C’è poi una linea in più, la Sabatini Capitalizzazione, per le PMI costituite in società di capitali che, insieme all’investimento, rafforzano il proprio patrimonio con un aumento di capitale. In questo caso il tasso convenzionale sale al 5% per micro e piccole imprese e al 3,575% per le medie.

Come funziona la richiesta

Il percorso è più lineare di quanto si possa pensare:

  1. Scegli l’investimento e rivolgiti a Finpromoter, intermediario aderente alla convenzione MIMIT.
  2. La domanda si presenta insieme alla richiesta di finanziamento in via telematica.
  3. Il finanziamento viene deliberato e il Ministero concede il contributo.
  4. Realizza l’investimento entro 12 mesi dalla stipula del finanziamento.
  5. Chiedi l’erogazione del contributo, che arriva in un’unica soluzione per i finanziamenti più contenuti, oppure in quote annuali.

Il finanziamento può andare da 20.000 a 4 milioni di euro, con una durata massima di 5 anni.

Due cose da non sbagliare

L’ordine dei passaggi conta.

L’investimento non può partire prima di aver presentato la domanda. Comprare il macchinario e poi pensare all’agevolazione significa, molto spesso, perderla.

Lo sportello non è infinito.

La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro per il biennio 2026-2027, e le domande vengono accolte in ordine di arrivo fino a esaurimento delle risorse. Oggi lo sportello è aperto, ma chi ha un investimento in programma fa bene a non rimandare.